
Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la principale causa di mortalità nel mondo, con oltre 17,9 milioni di decessi ogni anno [1]. L’85% di questi decessi è causato da infarti e ictus [1]. Per fortuna, spesso ci sono dei sintomi che indicano la presenza di queste patologie. Scopri come aiutare il tuo medico a identificarli tempestivamente.
Poiché l’infarto è al primo posto nella lista delle malattie cardiovascolari letali, non sorprende che la scienza medica abbia investito notevoli risorse nell’identificazione e nella cura delle malattie e delle condizioni legate al cuore. La maggior parte degli infarti è causata dalla malattia coronarica (CAD), che rappresenta la maggior parte degli infarti stessi ed è il tipo più comune di malattie cardiovascolari [2].
Di seguito scoprirai cos’è la malattia coronarica, a quali fattori di rischio è collegata e come viene diagnosticata.
Cos’è la malattia coronarica (CAD)?
La CAD è la riduzione del flusso sanguigno al muscolo cardiaco causata dall’accumulo di placche nei vasi sanguigni che riforniscono il cuore. La riduzione del flusso sanguigno provoca un’ischemia, ovvero un danno alle cellule dovuto alla riduzione dell’apporto di ossigeno, che può portare alla morte delle cellule stesse, alla distruzione e alla cicatrizzazione del tessuto muscolare cardiaco. Questo si chiama infarto miocardico acuto o, come comunemente noto, un infarto.
La CAD, nota anche come cardiopatia coronarica (CHD), ha rappresentato il 43,8% dei decessi attribuiti a malattie cardiovascolari nel 2018 negli Stati Uniti d’America [3]. La situazione in Europa è simile, con 171,1 decessi per 100.000 abitanti per i maschi e 94,8 per 100.000 abitanti per le femmine (dati del 2015 per 28 stati membri dell’Unione Europea) [4]. In termini percentuali, si tratta del 44,9% (per i maschi) e del 24,88% (per le femmine) dei decessi attribuiti a malattie cardiovascolari.
Come si evince dai dati sopra riportati, il tasso di mortalità per la CAD è significativamente più alto negli uomini che nelle donne. Il sesso però non è l’unico fattore di rischio; ce ne sono molti altri, alcuni apparentemente non collegati alla CAD o alle malattie cardiovascolari in generale. I medici di base di solito conoscono perfettamente l’anamnesi dei loro pazienti, i fattori di rischio associati e i sintomi della CAD e delle malattie cardiovascolari, ma spesso sono oberati di lavoro e potrebbero non cogliere i segnali di potenziali problemi cardiaci o cardiovascolari.
È proprio in questo caso che puoi aiutare il tuo medico e ridurre la possibilità di CAD o di altri problemi cardiaci. In che modo? Attraverso la consapevolezza di far parte di un gruppo a rischio, se non ti è già stato comunicato dal tuo medico di base, e informando il tuo medico di tutti i sintomi che stai sperimentando, soprattutto se iniziano a manifestarsi improvvisamente e frequentemente.
Sei a rischio di malattia coronarica?
La malattia coronarica è legata a una serie di fattori di rischio, alcuni dei quali sono più importanti di altri. Un fattore importante è la genetica, che rappresenta il 50-60% di tutti i casi [5]. Anche il genere è un fattore determinante. Il rischio di sviluppare una CAD a 40 anni è del 48,6% per i maschi e del 31,7% per le femmine [6]. Di solito, la malattia si sviluppa da 7 a 10 anni prima nei maschi rispetto alle femmine [7]. L’ultimo fattore di rischio maggiore è l’età. Gli studi dimostrano che tra le malattie cardiovascolari, la CAD è la principale causa di morte, con l’82% di tutti i decessi che si verificano in persone di età superiore ai 65 anni [8].
Esistono anche diversi fattori legati allo stile di vita che contribuiscono allo sviluppo della CAD e che sono sotto il tuo controllo. Questi includono, ma non solo, il fumo, l’obesità, la frequenza dell’attività fisica, la dieta e lo stress. È possibile ridurre notevolmente le probabilità di CAD astenendosi dal tabacco, mantenendo un peso forma, facendo attività fisica, seguendo una dieta equilibrata e gestendo lo stress. Questo vale anche per le persone geneticamente predisposte con una storia familiare di CAD e malattie cardiovascolari.
I fattori di rischio per lo sviluppo della malattia coronarica (CAD)
- Anamnesi familiare di malattie cardiovascolari. Chi è stato colpito? Quando è stata diagnosticata? Qual è stato l’esito?
- Sesso. I maschi sono più a rischio delle femmine sia per la CAD che per le altre malattie cardiovascolari.
- Età. Con l’avanzare dell’età si è più esposti a più malattie. L’incidenza di CAD è più alta per entrambi i sessi.
- Fumi? Gli studi dimostrano che le probabilità di sviluppare la CAD aumentano di un fattore compreso tra 1,5 e 3 nelle persone che fumano rispetto a quelle che non fumano [9]. La buona notizia è che smettere di fumare riduce il rischio di mortalità e di ulteriori eventi cardiaci nei pazienti con CAD fino al 50% [9].
- Riesci a mantenere un peso sano? I dati raccolti durante il Framingham Heart Study e pubblicati nel 1996 indicano che gli individui con un IMC (indice di massa corporea) superiore a 30 kg/m2 (considerati obesi) hanno una probabilità circa due volte maggiore (aggiustata per età) di sviluppare la CAD rispetto a quelli con un IMC inferiore a 21 kg/m2 (nella fascia normale) in un periodo di 10 anni [10]. Ridurre gli eccessi nella alimentazione ed essere attivi fisicamente ha anche molti altri benefici per la salute.
- Soffri di diabete di tipo 1 o 2? La CAD è la causa di oltre la metà dei decessi di persone diabetiche [11]. I diabetici, inoltre, hanno una probabilità da 2 a 4 volte maggiore di morire a causa della CAD rispetto ai non diabetici (rispetto a gruppi di controllo con pari età) [11].
- Pressione sanguigna alta. Ti è stata diagnosticata la pressione alta? Valori di pressione sanguigna superiori alla media (ipertensione) sono collegati a un tasso di mortalità a causa della CAD 2,3 volte superiore [12]. L’ipertensione è anche un fattore di rischio per altre malattie cardiovascolari, perdita della vista, malattie renali croniche (CKD) e demenza.
- Esercizio fisico. Preferisci uno stile di vita sedentario? Utilizzi l’auto per andare a fare la spesa o al lavoro invece di andare a piedi o in bicicletta? Fai attività fisica? I risultati del rapporto scientifico del Comitato consultivo per le linee guida sull’attività fisica del 2018 (2018 Physical Activity Guidelines Advisory Committee Scientific Report) indicano che gli individui molto attivi fisicamente godono di una riduzione del rischio di CAD fino al 25% [13]. I benefici di un’attività fisica regolare sono estesi anche alla mezza età e alla vecchiaia, dato che quantità moderate o elevate di attività fisica riducono il rischio di malattia coronarica (CAD) rispettivamente del 20% e del 30% [14].
- Colesterolo alto nel sangue. Ti piacciono i cibi grassi? Bevi bevande alcoliche in eccesso? Una dieta poco sana e l’eccessiva assunzione di alcolici sono tra i responsabili del colesterolo alto nel sangue. Le persone con colesterolo totale elevato hanno un rischio doppio di CAD rispetto a quelle con livelli di colesterolo normali [15].
- Stress. Hai difficoltà a trovare un equilibrio tra il lavoro o la scuola e la vita familiare? Ti senti spesso affaticato ed emotivamente prosciugato dopo essere tornato a casa dal lavoro? Le persone con un elevato stress legato al lavoro o alla vita privata hanno un’incidenza di CAD da 1,1 a 1,6 volte superiore [16]. Impara le tecniche per gestire lo stress e migliorare la tua salute cardiovascolare e quella generale.
Conoscere questi fattori di rischio e sapere se si applicano a te personalmente, facilita una migliore comunicazione con il tuo medico di base sul tema della salute cardiovascolare e della prevenzione e gestione della CAD.
Come viene diagnosticata la malattia coronarica (CAD)?
Esistono diversi metodi diagnostici per individuare la malattia coronarica (CAD) e altre condizioni cardiovascolari associate, che variano per complessità e invasività per il paziente.
Panoramica dei metodi diagnostici
- Elettrocardiogramma (ECG). È il metodo diagnostico più comune, utilizzato per la diagnosi di molti altri problemi e condizioni cardiache oltre alla CAD.
- Test ECG da sforzo. Simile al normale ECG, ma con l’aggiunta di un fattore di sforzo fisico. Il paziente cammina, corre o pedala su una bicicletta stazionaria, in modo da costringere il cuore a lavorare di più e a battere più velocemente, mentre è collegato a un elettrocardiografo. Le differenze tra gli elettrocardiogrammi durante il riposo e lo sforzo cardiaco massimo possono indicare la possibilità di CAD.
- Esame a ultrasuoni del cuore per verificare la presenza di CAD e di altri problemi cardiaci.
- Angiografia coronarica. Un metodo più invasivo che prevede l’introduzione di un colorante speciale (mezzo di contrasto) nel flusso sanguigno attraverso un catetere e una successiva radiografia del cuore che mostra i vasi sanguigni ristretti e ostruiti.
- Tomografia computerizzata (TC). Simile alla radiografia, ma in grado di produrre immagini 3D delle parti del corpo sottoposte a scansione, in questo caso immagini del cuore e della cavità toracica.
- Risonanza magnetica (MRI). Simile alla TAC, ma utilizza forti campi magnetici al posto dei raggi X.
- Misurazione dell’indice caviglia-braccio (ABI). L’ABI è una misurazione non invasiva e mostra la differenza tra la pressione sanguigna nelle gambe e nelle braccia, indicando potenziali problemi come l’arteriopatia periferica (PAD), una condizione caratterizzata da un restringimento delle arterie con conseguente riduzione del flusso sanguigno, spesso nelle gambe. Studi recenti dimostrano che il 30-50% dei pazienti con ABI anormale che soffrono di PAD soffrono anche di CAD [17]. La diagnosi di PAD va quindi di pari passo con quella della CAD. Inoltre, la misurazione dell’ABI è indicativa dello stato di salute cardiovascolare generale e può migliorare l’accuratezza della previsione del rischio cardiovascolare [18].
Aiuta il tuo medico a diagnosticare la CAD
Avvisa il tuo medico se si presenta uno dei seguenti sintomi*:
- Malessere al petto. Dolore al petto che peggiora durante l’attività fisica.
- Dolore al petto (angina). Di solito si tratta di un dolore toracico piuttosto forte, di una fitta e di una sensazione di pressione, ben più grave di un semplice fastidio. Il dolore è più intenso sul lato sinistro del petto e può arrivare alla mascella e alla spalla sinistra.
- Mancanza di respiro. Spesso è più evidente in caso di sforzo fisico o stress emotivo.
- Vertigini/giramento di testa. Spesso accompagnano lo sforzo fisico, ma possono verificarsi in qualsiasi momento.
- Mancanza di energia. Una sensazione di calo dei livelli di energia e di stanchezza frequente e inspiegabile.**
- Sensazione di irrigidimento della mascella.**
- Dolore in una delle seguenti aree:
- parte superiore della schiena**
- parte superiore del braccio**
- parte superiore dell’addome**
- gola**
- stomaco.**
*Nota: Questo NON è un consiglio di tipo medico. Una diagnosi accurata può essere fatta esclusivamente da un medico.
** Nota: Questi sintomi sono più comuni nelle donne, ma possono colpire anche gli uomini.
Questi sono i sintomi più comunemente associati alla CAD, ma possono essere causati anche da altre condizioni mediche. Oltre a informare il tuo medico di questi sintomi, non dimentica di ricordargli che fai parte di un gruppo a rischio di CAD ogni volta che sei esaminato, anche se i motivi non sono legati al cuore.
Vuoi controllare il tuo stato di salute cardiovascolare? Il Dr. Presto offre Presto Cardio, un pacchetto di misurazioni per la diagnosi precoce e la valutazione predittiva delle condizioni cardiovascolari. Il tutto in una farmacia che si trova nelle tue vicinanze.
Riferimenti:
[1] https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/cardiovascular-diseases-(cvds)
[2] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4340604/
[3] https://www.ahajournals.org/doi/full/10.1161/CIR.0000000000000558
[4] https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/pdfscache/37359.pdf
[5] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4728103/
[6] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10023892
[7] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3018605/
[8] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19075105/
[10] https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/01.ATV.16.12.1509
[11] http://journal.diabetes.org/clinicaldiabetes/v17n21999/pg.58.htm
[12] https://www.nature.com/articles/1001345#ref5
[13] https://health.gov/paguidelines/second-edition/report/pdf/pag_advisory_committee_report.pdf
[14] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4241367/
[16] https://www.nature.com/articles/nrcardio.2017.189
[17] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2733014/
[18] https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/182221